sabato 22 settembre 2018

Attacco a Rocco Casalino


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Ecco il contributo del cantautore Mimmo Parisi alla querelle spocchiosa di chi vorrebbe per sempre una Italia di servi della gleba. E pubblica conversazioni telefoniche in maniera vigliacca.

"Ciao Rocco, sono Mimmo Parisi, cantante e autore della rock band storica di Ceglie Messapica, “Bolero”. Ho appreso attraverso i media di quella nefandezza che ti hanno cucito addosso, in riguardo alla la storia del reddito di cittadinanza e all’annessa copertura finanziaria latitante. Sicuramente, il giornalista che ha reso pubblico il vostro dialogo privato, non deve avere una gran levatura morale. Io dico che gli individui di questo pianeta dovrebbero smetterla di studiare o fare qualsiasi altra attività preparatoria alla vita, per assicurarsi, volgarmente e da cialtroni – esattamente come tutti quei politici che non si contentano di uno stipendio decoroso ma pretendono sempre di più! – una paga da califfo. Fosse così, i soldi ci sarebbero. Basterebbe vivere in una società onesta e solidale. Chi ha i neuroni per fare lo statista o il Governatore del Mondo, bene, lo faccia: ma deve guadagnare come il ciabattino, il disoccupato, il fornaio o il prof di scuola, etc. Non esiste nessuna legge, né divina, né secolare, che affermi l’eccezionalità stipendiale di gente come Brunetta o chicchessia! È ovvio che la coperta sia corta: i soldi sono tutti in mano a poche persone. Gli altri devono contentarsi delle briciole che cadono dalle loro unte tovaglie da desco. Pertanto, caro Rocco, io sostengo pienamente il tuo impegno e il tuo punto di vista. Forza, ce la possiamo fare. E, nel caso non si riesca, resterà sempre il ricordo onorevole (…nessun riferimento al titolo di ‘onorevole’ che è stato bullizzato da tanti politici), e il pugnace tentativo di fare la Rivoluzione Francese in terra italica."

lunedì 27 agosto 2018

"Sono tornati i Braccialetti rossi", seconda edizione

Sono tornati i Braccialetti rossi - Foto da Ufficio Stampa


Ecco la nuova edizione di "Sono tornati i Braccialetti rossi". La storia è stata inglobata tra un rinnovato incipit. e un epilogo struggente. Questo libro presenta un racconto che tratta delle 'avventure' di alcuni bambini appassionati della omonima serie televisiva. Il contesto è quello della Pediatria dell'ospedale Bellaria di Bologna. 
Insieme a questa storia, l'autore, con scrittura lieve, propone alcuni altri appassionanti racconti estrapolati da "Racconti di periferia", libro 2° classificato al premio letterario 'NotaD'Autore2016', dopo "Scusate il disordine" di Ligabue.
Mimmo Parisi presenta ai suoi lettori questa nuova edizione con la consueta facilità di scrittura, che costituisce il fil rouge di un libro caratterizzato dalla leggerezza e dalla commozione.

sabato 11 agosto 2018

Ti voglio bene come nei film, Parisi eLove Talent



'Ti voglio bene come nei film', Mimmo Parisi a eLove Talent
Si chiama Ti voglio bene come nei film: è un romanzo che gratuitamente potete leggere e votare QUI.
Sono qui con l’autore di un libro che, già nel titolo, dice tutto. Allora, Mimmo Parisi è un cantautore interessato anche alla letteratura ‘fatta’?
«Ovviamente, sì. Tuttavia non è mera voglia di sconfinamento culturale: mi aggiro nei pressi della pagina scritta per il semplice fatto che essa è una ramificazione della cultura.»
Hai ragione. Tutte le forme compositive portano dritto lì.Anzi, colgo l’occasione, prima di passare al tema principe del nostro incontro, per chiederti se, nei momenti bui, la cultura possa essere un valido baluardo per dare serenità alla propria vita.
«Guarda, per come la vedo io, essa è uno scudo forgiato con un materiale più resistente di quelli usati dai 300 delle Termopili!»
Ah, però: allora devo sospettare che con te viaggi sempre qualche libro.  
«Sempre. A volte, anche più di uno. Non solo romanzi, ma anche la poesia: da Montale a Ungaretti, passando da Leopardi. Tra i romanzieri non posso non citare l’immenso Edgar Allan Poe. Ma anche Dostoevskij e tanti altri. La poesia è una parola che evoca. È una forma molto vicina alla musica, è l’altra espressione della verità.»
Bene, passiamo al centro del nostro discorso: come mai questa tua partecipazione al concorso eLove Talent organizzato da Mondadori e Kobo?
«La prima frase che ti posso dire è: “Perché, no?”»
Mi sembra una risposta particolarmente stringata. Ma chiarisce da subito il concetto.
«Insomma, il fatto che io sia un cantautore/scrittore particolarmente attento ai mutamenti e agli eventi sociali, non significa che a me non interessino altre tematiche. Anzi, con Ti voglio bene come nei film, il mio romanzo in lizza al concorso eLove Talent, ho colto l’occasione di segnalare quegli aspetti emozionali senza i quali, verrebbe meno l’innamoramento.»
Indubbiamente, l’argomento sentimentale riguarda in maniera profonda l’umanità.
«Esattamente!»
Quindi, vedremo Mimmo Parisi alle prese con il plot di un romanzo dove la parte sentimentale è preponderante nella narrazione?
«Certo. Anche se, Ti voglio bene come nei film, è tutt’altro che una storia semplice. Tuttavia,la strada è quella. Comunque, dai, provo a fare attività di divulgazione. Insomma, il concorso al quale ho aderito è strettamente legato alla collana Harmony. Devi sapere che quest’ultima, ebbe origine agli inizi degli anni ’80, su iniziativa di Leonardo Mondadori, da una joint-venture con la casa editrice canadese Harlequin Enterprises. Quindi, Harmony, è una collana di narrativa rosa.  L’intestazione deriva proprio dalla crasi tra i nomi delle due case (Harlequin e Mondadori).»
Grazie per l’informazione. Ma, parlando di tuoi colleghi famosi e andando un attimo indietro nel tempo, sarei curioso di sapere cosa ne pensi del Nobel a Dylan. Ti convinse quel premio?  
«Grazie per il titolo di ‘collega’ di Bob Dylan! E poi, convinto? Dirò di più: Dylan l’ha vinto per tutti i cantautori del mondo. Conosciuti, sconosciuti, mediocri o geniali. La polemica fatta a  suo tempo è stata solo una escamotage per dire cose inutili: i cori delle tragedie e la poesia greca musicata altro non erano che parenti storici dell’attuale rap!»
Anche i trovatori medievali erano forgiatori eccellenti di versi.
«E di pensieri. Bene, voglio salutare tutti i lettori che mi seguono e, spero, quelli nuovi che, in questa nuova veste di novellatore di sentimenti narrati fra le pagine di Ti voglio bene come nei film, si avvicineranno per la prima volta alla mia produzione artistica.»

I milionari del rock secondo Billboard

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Niente cd, vinili o streaming. Il vero business della musica sono i concerti. Prendiamo gli U2. Sono la band più pagata del mondo e nel 2017, solo negli Stati Uniti, hanno portato a casa 54 milioni di dollari (47,3 milioni di euro) di cui 52 arrivati dalle apparizioni dal vivo con la serie di show dedicati ai 30 anni di The Joshua Tree. Le altre voci di entrata contano poco: 1,1 milioni di dollari dalle vendite di cd e vinili, 705 mila dallo sfruttamento dei loro diritti d’autore e 624 mila dallo streaming da piattaforme come Spotify, Apple Music e YouTube. È tutto tour.
A fare i conti ci ha pensato il magazine Billboard, che ha stilato la classifica dei cinquanta musicisti più pagati dello scorso anno tenendo conto dei soli dati statunitensi. In Italia infatti sarebbe impossibile calcolarli: non c’è trasparenza sui numeri dei concerti. Ad ogni modo, con i supporti fisici che vanno scomparendo e l’ascolto online che paga poco, l’80 per cento dell’economia dei musicisti viene dalle folle oceaniche che vanno a vederli. Dopo gli U2, nella classifica dei paperoni musicali troviamo Garth Brooks, artista country poco noto fuori dagli States che ha incassato 52,2 milioni di cui 46,7 generati dai concerti. Anche gran parte dei 43,2 milioni dei terzi classificati, gli inossidabili Metallica, vengono dai live (30,7 milioni) così come 33,9 milioni dei 40,7 totali di Bruno Mars. Chiude la top cinque il britannico Ed Sheeran in cui i live pesano per 19,9 milioni sui 31,3 complessivi
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sabato 28 luglio 2018

Premio Joyce 2018, i libri vincitori


Assegnati i titoli vincitori del Premio Joyce 2018: la giuria tecnica, in accordo con il giudizio popolare, ha confermato ciò che si palesava da tempo.

Quindi, la prima posizione è stata guadagnata dalla super premiata Helena Janeczek. A seguire e secondo, il cantautore Mimmo Parisi, terzo Maurizio de Giovanni, quarto Nicholas Sparks e quinto, Paolo Giordano. La graduatoria è stata annunciata oggi 28 luglio 2018, nella storica sede che ospita la Redazione del sito on line Chitarre20, il quale ormai da qualche anno ha ampliato i suoi interessi diventando contenitore culturale più a largo raggio, generalista. Si sono citati i nomi degli autori, adesso si presentano le opere vincitrici che i lettori della rete, hanno mandato in finale.

Primo posto
La ragazza con la Leica. Helena Janeczek è vincitrice del prestigioso Premio Strega 2018 e del Premio Bagutta 2018. Il libro tratta della ventisettenne Gerda Taro, prima fotoreporter caduta su un campo di battaglia durante la guerra civile spagnola, nel 1937.

Secondo posto
Il Figlio del drago. Il cantautore bolognese Mimmo Parisi, in una temperie politica e sociale che aspira al cambiamento, ha voluto partecipare con un’opera, ovvero una metafora applicata alle consuetudini esistenziali e pragmatici vissuti dalle persone di un piccolo centro italiano.

Terzo posto
Il purgatorio dell’angelo,di Maurizio de Giovanni. L’opera immette Da subito il in un ambiente primaverile. Dopo l’inverno rigido arriva maggio, ma anche i problemi: sulla spiaggia che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti.

Quarto posto
Ogni respiro. Il libro è frutto della penna di Nicholas Sparks. Il protagonista è disegnato dal magnetico scrittore in terra d’Africa. Si chiama Tru Walls, è fa la guida nei safari. A Sunset Beach, dove vive,riceve una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre. Per lui è una grande occasione: finalmente scioglierà il mistero che ha sempre circondato la sua vita.

Quinta posto
Divorare il cielo, di Paolo Giordano. L’adolescenza e il passaggio verso l’età adulta, con tutto quello che comporta il passare da una terra che si è fatto appena in tempo a conoscere, pare l’ambiente che meglio rappresenti l’ottimo scrittore italiano. A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano raccoglie successi meritati.

mercoledì 25 luglio 2018

Premio Joyce e Premio Strega 2018

Premio Joyce 2018, pronti i titoli delle opere
Come già segnalato qualche mese fa, il concorso letterario Premio Joyce 2018, il 28 luglio 2018 decreterà il libro vincente. Sin da subito si ringraziano le testate on line che non hanno fatto mancare il loro entusiasmo e hanno sostenuto con prontezza l’invito del comitato culturale del Premio Joyce 2018. Vale la pena ricordare i testi che hanno, almeno fino ad adesso, hanno riscosso maggior gradimento fra i lettori della rete – quest’ultimi ci hanno inviato, tra l’altro, messaggi di particolare fervore per la possibilità di lettura che il Premio offre a chiunque ami la letteratura e la cultura –, comunque, si diceva dei libri in pole position. Eccoli:

Il purgatorio dell'angelo, di Maurizio de Giovanni
È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione piú bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti.

Divorare il cielo, di Paolo Giordano
A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano torna a raccontare la giovinezza, poi l'azzardo di diventare adulti, in un romanzo potente e generoso.

Ogni respiro, di Nicholas Sparks
Tru Walls non è mai stato in North Carolina. Lui è nato e cresciuto in Africa, dove fa la guida nei safari. Si ritrova a Sunset Beach dopo aver ricevuto una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre, e spera finalmente di sciogliere il mistero che ha sempre circondato la sua vita. E quella della madre, perduta insieme ai suoi ricordi nell'incendio che l'ha portata via tanti anni fa.

Il figlio del drago, di Mimmo Parisi
Passo del Lupo è un paesino socialmente avanzato. Tutti i cittadini, all'insegna della vera democrazia, partecipano alle cariche direttive. Paradossalmente, la sicurezza economica e sociale non riesce a rendere felici gli abitanti. Un giorno nella piccola stazione scende un individuo. Prima dell'arrivo di Vlad Tepes non c'erano morti ammazzati. Il maresciallo del posto pensa che siano vittime di un vampiro.

La ragazza con la Leica, di Helena Janeczek
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna.

venerdì 15 giugno 2018

"Un'app per riflettere", by M. Parisi

"Un'app per riflettere", narrazione di Mimmo Parisi

Un'app per riflettere, narrazione di Mimmo Parisi
Nuova pubblicazione per il cantautore bolognese Mimmo Parisi. Si tratta di una narrazione ambientata in un'autogrill. Si chiama “Un’app per riflettere” (Edizioni stileLIBeRO). È stagione di vacanza. L’A 14 è invasa dalle macchine che a tutti i costi hanno voglia di raggiungere la loro agognatissima meta. L’inverno è stato duro da superare: tra neve, pioggia e freddo, venirne fuori con ancora un po’ di entusiasmo è parso ad alcuni una missione titanica. Ma ora sono lì, all’orizzonte sembra quasi di scorgere i cavalloni gentili di un’acqua marina tiepida e gentile.

Prima di chiudere il bagagliaio con le pinne e gli occhiali di ordinanza, pronti per la conquista della sabbia dei fondali esotici –fa niente se poi di esotico c’è solo il nome della cala, “Alga delle Antille”, ed è una spiaggia pugliese – tutti si sono premuniti di lasciare chiusi in casa i problemi. Scolastici o economici, o sentimentali. Ci si penserà al ritorno.

Peccato che questo sogno vacanziero sia ridimensionato dallo scrittore emiliano: con la sua garbata ironia, Parisi mette di fronte alla realtà il lettore che, sicuramente, apprezzerà il tentativo di farlo scendere un attimo dal dirigibile della fantasia e riflettere. Infatti, si tratta solo di un invito.  A riflettere. Poi, si potrà rientrare nei progetti dorati che hanno fatto compagnia per l’intero anno.

L’importante è non fare come il malcapitato barista della storia di “Un’app per riflettere” (è possibile leggerlo gratuitamente QUI) che, incappato in uno scambio di persona, non coglie il significato pregnante delle parole di un autostoppista che cerca di fare un minimo di critica a una società, come quella attuale – comunque, somigliante anche a quelle trascorse – non riscontrando in lui una vera reazione di indignazione.