domenica 11 marzo 2018

Libertà e pensiero

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Un uomo che pensa è un uomo libero, e un uomo libero è sempre un pericolo, in dittatura come nella ben più insidiosa democrazia, dove prosperano i suoi (si fa per dire) colleghi con le loro alzate di testa da schiavi obbedienti:

Signor direttore, da noi venne il padre di un alunno e ci disse che voleva dispensare il figlio dall’insegnamento religioso. Sentimmo brividi freddi scorrerci nella schiena. Dicemmo: “ Ci pensi bene! ” Sentimmo che l’uomo ci pensava. Fummo annientati nella nostra fede, quando l’uomo ci disse: “ Ci ho pensato! ” Insistemmo.

Il maestro di Vigevano è, a suo modo, uno dei libri perfetti. Assoluti. E’ un libro strano, anomalo nella sua semplicità che gronda vita vera. Non credo, anzi sono certo che oggi un libro così non verrebbe neanche preso in considerazione, se non per venir falcidiato dall’orrida consuetudine dell’editing a ogni costo. Eppure, non è sempre stato così. Italo Calvino, dopo aver letto il manoscritto, scrisse a Vittorini: è di un’oscenità, uno schifo dell’umanità che fanno restare senza fiato, ed è pieno di motivi assolutamente paranoici, ma tutto insieme è una cupa opera di poesia in cui non ci sarebbe da toccare una virgola.

mercoledì 7 marzo 2018

Tronchetti Provera e M5s


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Così ha parlato Marco Tronchetti Provera: «Marchionne ha detto che ha visto di peggio del Movimento 5 stelle? Anche io, ho visto di governi di facciata molto stabili che agivano in maniera irresponsabile, ma attendiamo di vedere bene i programmi». E poi: «È presto per parlare, ma nelle settimane precedenti al voto parti più populiste della politica hanno avuto una convergenza verso il centro - ha continuato -. Mi pare che per raggiungere questo risultato si sono abbassati i toni, partendo da questo fatto c'è uno spazio di manovra in Europa. Oggi la scommessa dei mercati è che prevalga il buonsenso. E, signor Tronchetti Provera quale sarebbe il buonsenso, continuare con la vecchia nomenclatura ottocentesca di destra, sinistra; industriali che hanno una botta di sedere e, come Marchionne, portano a casa 150.000 euro al giorno; politici che si dividono le poltrone; fritture di pesce per pagare quei disgraziati senza bandiera delle zone depresse dell'Italia; impiegati alla Regione che vengono stipendiati con 8000 euro oppure, egregio signor Marco, continuare a dare possibilità per incamerare più soldi possibili a gente come Sgarbi che tratta uno degli epistemi più inutili - in una temperie di crisi nazionale e sovranazionale - ovvero la Storia dell'Arte. Ci dovrebbe essere in giro un concetto - la priorità - che, tuttavia, nessuno riesce più a trovare. Ad Acerra il 20 per cento ha votato Sgarbi! Ma cosa ha promesso loro, una lezione sui tagli di Fontana? In uno scenario come quello attuale, cortese - si fa per dire - critico, non sarebbe più utile informare sui tagli alla Sanità, alla scuola, alla sicurezza, sui tagli del sostegno agli invalidi, alle pensioni - tagliate in maniera offensiva - ai sessantenni promossi, per forza, ancora a giovani virgulti del terzo millennio?

domenica 25 febbraio 2018

Libri preferiti dai lettori del 2018

Ecco alcuni libri preferiti dai lettori del 2018
Siamo alla fine, quasi, del mese di febbraio 2018. C’è in giro una certa fibrillazione per il voto del 4 marzo. Ovviamente, non per tutti. Sicuramente sì, per quelli che hanno scelto di salvare l’Italia – al modico prezzo di un misero stipendio da parlamentare. Sicuramente no, per quelli che “tanto sono tutti uguali” e che, se fosse luglio e non una, così dicono i meteorologi, stagione fredda, andrebbero al mare. Comunque, via, si parli di libri. Ecco alcune letture interessanti per il 2018.
Il bisogno di pensare di Vito Mancuso
"Perché vivete? Quale scopo date al vostro essere qui? Cosa volete da voi stessi?". Nel libro Il bisogno di pensare Vito Mancuso ingaggia un dialogo serrato con i suoi lettori per risalire alle sorgenti di un bisogno primordiale dell’uomo, di una speciale capacità che ci caratterizza in modo peculiare distinguendoci da tutti gli altri esseri viventi: il nostro bisogno di pensare.
Vito Mancuso
Il bisogno di pensare
Garzanti
192 pagine
Fuoco e furia. Dentro la Casa Bianca di Trump di Michael Wolff 
Arriva in Italia Fuoco e Furia. Dentro la Casa Bianca di Trump, il libro scandalo che sta facendo tremare la Casa Bianca. Il giornalista Michael Wolff ha immaginato il volume come un resoconto dei primi 100 giorni alla Casa Bianca.
Michael Wolff 
Fuoco e furia. Dentro la Casa Bianca di Trump 
Rizzoli
360 pagine
Il figlio del drago di Mimmo Parisi
Passo del Lupo è un paesino socialmente avanzato. Tutti i cittadini, all'insegna della vera democrazia, partecipano alle cariche direttive. Un giorno nella piccola stazione scende un individuo. Prima dell'arrivo di Vlad Tepes non c'erano morti ammazzati
Mimmo Parisi
Il figlio del drago
Editrice GDS
224 pagine
Sulla tua parola. Messalino marzo-aprile 2018
Il messalino è uno strumento che offre le letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Un compagno di viaggio semplice ed edificante durante tutte le ore del giorno.
Sulla tua parola. Messalino marzo-aprile 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio
Editrice Shalom
768 pagine
Davanti agli occhi di Roberto Emanuelli
Davanti agli occhi è uscito presso un piccolo editore nel 2015. Ora che Roberto Emanuelli dopo il successo dei social ha avuto anche quello delle librerie con E allora baciami, viene proposto in una nuova edizione. Basta un attimo, uno solo, ed ecco che la vita ti travolge, anche se ormai non ci credevi più.
Roberto Emanuelli
Davanti agli occhi
Rizzoli
352 pagine


venerdì 9 febbraio 2018

Ken Follet e Mimmo Parisi presentano due libri con personaggi indimenticabili



Ken Follet, Mimmo Parisi. Due libri con personaggi indimenticabili
Terzo volume della trilogia di Kingsbridge per Ken Follet; primo romanzo gotico per il cantautore e scrittore Mimmo Parisi.

La Colonna di Fuoco è il terzo romanzo della Saga di Kingsbridge, la trilogia di Ken Follett che comprende già due fra i più grandi best seller dello scrittore britannico: I Pilastri della Terra e Mondo senza Fine. Ma La Colonna di Fuoco (A column of fire) può comunque essere letto anche senza conoscere le vicende degli altri libri della serie: i romanzi di questo ciclo - classici capolavori storici di Follett - hanno in comune solo l’ambientazione - la città fittizia di Kingsbridge, appunto - e la ricca esperienza storica, immersiva ed epica, piena di intrighi, amori, misteri, assassinii, lotte per il potere.
 
La Colonna di Fuoco, il nuovo libro di Ken Follett

La Colonna di Fuoco prende il via nel 1558, quando l'anglicana Elisabetta I sale al trono inglese e l'Europa cattolica si coalizza per ucciderla. La regina istituisce un sistema di spionaggio per difendersi dai complotti. Nei servizi segreti entra anche il protagonista di questo straordinario libro, Ned Willard di Kingsbridge, uno 007 del Rinascimento… Più di 1.000 pagine avvincenti come non mai. Il 12 settembre 2017 è il giorno dell'uscita mondiale del libro.

Esordio 2018 targato gotico per il cantautore Mimmo Parisi

La produzione però non riguarda l’aspetto musicale – ovviamente preponderante nell’artista bolognese – ma quello della pagina scritta. Infatti, una delle grandi passioni di questo rocker è la scrittura. Quindi, ecco il suo nuovo romanzo che titola in maniera cupa “Il figlio del drago”. Per intuibile contiguità l’aggettivo “cupa” porta direttamente nei pressi di una tipologia di narrazione abbastanza riconoscibile. Ovvero, quella gotica o comunque legata al fantasy che fa uso di arnesi come castelli medievali e personaggi notturni. Il recente lavoro (Editrice GDS, pagine 224, distribuzione Mondadori) è stato presentato negli store il 10 gennaio 2018. Pertanto e dopo gli incoraggianti risultati ottenuti con “Sono tornati i braccialetti rossi”, libro divulgato la scorsa stagione invernale, l’autore emiliano propone un altro target.

Personaggi presenti nel libro

Le figure che animano le pagine del testo sono molteplici. Sicuramente, da questo punto di vista, l’autore non ha lesinato nomi e cognomi. Senza citarli tutti, comunque, vale la pena segnalare almeno quelle che funzionano da cerniera fra i vari episodi che si snodano nel raccontato. Anche perché, esse sono riconoscibili nel vissuto esperienziale di qualunque lettore. I nomi in questione sono Giulia, July, il sindaco, Hans, il maresciallo. Alcuni personaggi sanno esattamente cosa cercano. Altri, come nella realtà, sono lì a ciancicare. Indecisi. Su tutto.

lunedì 5 febbraio 2018

Sgarbi è ancora in giro a proporsi

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Calciatori, cantanti, attori improbabili, critici d’arte e via dicendo: il caso Sgarbi e la sopravvalutazione di certe attività.
Quasi a margine della querelle Sgarbi versus infermieri è possibile – sempre – aggiungere qualcosa. Anche al di là delle scuse più o meno sentite dell’onorevole(?). Ovviamente non è una questione di infermieri vessati da un signore. E basta. Potrebbe essere legata ai netturbini, falegnami, maestre, ragionieri, idraulici etc. Il fatto tragico è che, in quest’Italia di gente che se ne va al mare ogni volta che dovrebbe farsi sentire, figure come quelle del signor Sgarbi che di mestiere fa il critico trovano consenso. Sicuro. Un personaggio, il suo, venuto alla luce grazie alle urla di un salotto semi-letterario quale il Maurizio Costanzo Show.
Un provocatore che urla e viene ascoltato tanto quanto qualcuno che si mette ad urlare in una fila in banca o in posta o in un ospedale e che viene servito prima per mandarlo via il prima possibile. Un uomo che ha fatto della sua risorsa principale, la parolaccia urlata, la sua fortuna:è riuscito a diventare parlamentare e professore universitario. Urlando. Forse non ha ben capito cosa abbia significato il paragone che ha fatto tra Luigi Di Maio e un Infermiere. Sicuramente, tra un Di Maio non laureato ed educato e uno Sgarbi nomen omen laureato non è nemmeno il caso di discuterne. Questo è pacifico. Ma non lo capisce. Lui.
Così come non è capita dagli italiani in generale la situazione professionale dei lavori. Non è possibile continuare a premiare figure come i calciatori, cantanti, attori improbabili, critici d’arte e via dicendo. Bisognerebbe rendersi conto che l’intrattenimento è – per definizione! – qualcosa che… intrattiene. Non può, l’intrattenimento, assurgere a evento cardine della vita. Senza sanzionare ulteriormente questa persona che continua imperterrita a credersi chissà cosa – la critica d’arte è una delle discipline più soggettive che esistano e non è tanto sicuro che porti l’uomo verso chissà quali iperuranici mondi! – sarà il caso che finisca l’enorme sopravvalutazione che gli alita intorno. Adesso è pronto, Sgarbi, a farsi votare: ma chi è che gli dà corda?

martedì 23 gennaio 2018

Il figlio del drago, di Mimmo Parisi


Mimmo Parisi torna con un libro in bilico tra gotico e attualità: Il figlio del drago

È quasi una consuetudine quella del cantautore bolognese Mimmo Parisi arrivare con novità letterarie, ed oggi parliamo di Il figlio del drago. Come già nel gennaio dell’anno scorso, giorno più giorno meno, si presenta con una storia nuova. D’altra parte per lui è una situazione temporale, quella della divulgazione nel primo mese, che porta a buoni risultati.


Il figlio del drago di Mimmo Parisi
Il figlio del drago di Mimmo Parisi, copertina del romanzo

Infatti, “Sono tornati i braccialetti rossi”, libro che apriva il suo scorso anno da autore, gli ha fatto intascare un apprezzabile nugolo di fan. Questa volta, comunque e in riferimento alle tematiche, si cambia argomento. Nel volume “Il figlio del drago” (Editrice GDS, pagine 224, distribuzione Mondadori) pubblicato il 10 gennaio 2018, l’interesse per i piccoli personaggi lanciati dallo spagnolo Albert Espinosa cede spazio a una figura singolare.

Vlad Dracul

È indubbio che, il nome del protagonista, sia chiaramente di ispirazione oscura. Insomma, si presta senza grandi resistenze all’ossimoro chiaro/scuro. Il primo termine ricorderà che è proprio, esattamente, nemmeno una lettera in più o in meno, il segnale nominale con il quale è definito il personaggio principe di uno dei più fortunati e famosi romanzi di tutti i tempi.
Ovvero, quel Dracula – per l’appunto, alias Vlad Dracul – reso immortale dall’irlandese Bram Stoker, nel 1897. E, con questo ultimo punto, è anche esaurito il secondo termine di paragone: tra castelli plumbei, volatili notturni e arazzi gotici, non pare possa esserci dubbio sull’aspetto “scuro” della questione.

La storia

L’autore, va da se, non ripercorre il tracciato fatto dal più che fenomenale scrittore ottocentesco. L’idea di base del cantautore emiliano Mimmo Parisi è invece quella di usare il fil rouge segnato nel tempo dalla narrazione di marca gotica – con una scrittura inframmezzata da, a volte ironia, a volte capacità critica – per realizzare un romanzo dalle atmosfere cupe, sicuramente, ma di una cupezza associata ai tempi attuali. La stessa che, nascosta tra le pieghe di una vantata società emancipata, si presenta ammantata di una razionalità di accatto e, nel romanzo, fa dire a uno dei suoi rappresentanti:
«Non è questione di razzismo. Semplicemente, dopo quello che abbiamo sudato vogliamo tenere fuori gente che potrebbe portare sbandamenti nella nostra comunità» si giustificò la voce.
Il piccolo capostazione della piccola stazione del piccolo paese, aggiunse:
«A proposito di stranieri, proprio oggi ne è arrivato uno. Non è nero. Tuttavia, per me, è un extracomunitario. Magari uno dell’est… che poi è la stessa cosa di quelli che sbarcano a Lampedusa. Secondo me è un rumeno.»
Insomma, un tentativo fatto sull’orlo dell’egoismo e spacciato come auto difesa. “Il figlio del drago” è sicuramente una sorta di affresco abitato da vari personaggi – July, Hans, il maresciallo, il sindaco, Giulia – rappresentativi dell’attuale società. E di quella proiettata nell’immediato futuro.



mercoledì 20 dicembre 2017

Vincitori dell’edizione 2017, NOTAD'AUTORE2017


Premio letterario ‘NotaD’Autore’, i vincitori dell’edizione 2017
Si conclude l’edizione 2017 del Premio letterario “NotaD’Autore2017”. Il contest, grazie all’entusiasmo dei suoi organizzatori, si è presto affermato. È diventato un apprezzabile concorso letterario che, in Italia, permette una iniziativa di raccolta e selezione di musicisti/scrittori. Un luogo letterario che consente agli autori anche emergenti di avvalersi di una vetrina agevolata e, nel panorama italiano, di ritagliarsi una personale chance per arrivare al grande pubblico. L’edizione di quest’anno ha visto principalmente tre sezioni: Narrativa/autobiografie, Romanzo, Rap letterario. Il contest ha ricevuto diverse opere. Grazie ai lettori dallo staff di Cinepoprock che, nella sede abituale, ha oggi ospitato la giuria.

I vincitori

1) “Born to Run”, l’autobiografia, a cui Bruce Springsteen ha dedicato gli ultimi sette anni della sua vita e dove ritroviamo tutta la sincerità, l'ironia e l'originalità a cui ci ha abituati.
2) “Sono stato più cattivo”, Enrico Ruggeri si racconta iniziando a ricordare quando, un diciottenne italiano, in pellegrinaggio con gli amici nella capitale della musica, sta ballando un lento con una ragazza.
3) “Jack è uscito dal gruppo”, quello di Alessio Bernabei è un sogno con più percorsi: dalla Banda di Tarquinia ai Dearjack, dall'uscita dal gruppo al sole della California: alti e bassi, successi e musica.
4) “In nome del rock italiano”, il cantautore Mimmo Parisi e il blogger Diego Romero hanno segnalato nel libro, tra romanzo e antologia, il contributo che gli artisti italiani hanno, con la loro sensibilità, dato al rock.
5) “Dietrologia”, Fabri Fibra con il suo scritto, presentazione del giornalista Marco Travaglio del Fatto Quotidiano, crea spazio anche per una relativamente nuova categoria legata al rap letterario.