sabato 8 agosto 2015

Ce la possiamo fare, parola di Parisi




IL RITORNO DI MIMMO PARISI CON IL NUOVO SINGOLO CE LA POSSIAMO FARE
IL LANCIO UFFICIALE

Il rocker emiliano Mimmo Parisi, cantante e compositore dei due album Quando Non 6 Totti O Ligabue e Et C’est Passe’, finalmente ritorna con un nuovo singolo che si chiama Ce La Possiamo Fare. Il brano è il secondo inedito di questo 2015. Il primo, McDonalds’s Angel, centrato sulla figura della coraggiosa 23enne Tugce Albayrak – molti ne ricorderanno il nobile gesto di difesa nei riguardi di due ragazzine alle prese con una banda di teppisti tedeschi, sul finire del crinale del 2014, ad Offenbach, Germania – ha avvicinato il ‘mestiere’ del far canzoni a un ruolo molto sentito dall’emiliano Parisi. Il cantautore, in piena epoca affetta dal morbo perverso della TALENTitudine indirizzato solo alla creazione di professionisti, con McDonalds’s Angel ha cercato di sensibilizzare l’ascoltatore verso un atteggiamento di riflessione che particolari fatti di cronaca portano con loro.

Perché e cos’è Ce La Possiamo Fare?

La risposta allo stesso autore: “Ce La Possiamo Fare è, prima di tutto e prima che si perda di vista la cosa più semplice da segnalare, una canzone. Una canzone di solito è, perlomeno per me che non devo ubbidire alla grande industria – non lo dico per polemizzare, semplicemente è così – una sintesi delle ultime ‘narrazioni’ che mi sono capitate di vivere: io sono un cantautore freelance, e, quindi scrivo quando ho qualcosa da dire. Niente pungoli da alcuno per onorare contratti più o meno luculliani. Detto questo, Ce La Possiamo Fare, è un brano, se si vuole, di incoraggiamento. In un momento storico dove un Governo di sinistra(?) fallisce clamorosamente le aspettative più banali ed è pronto alla replica del ‘ventenniodelcavaliere’ (perfino il Contratto con gli italiani è stato bissato!), beh, che c’è da dire, che si può dire per incoraggiare la gente se non Ce La Possiamo Fare? Qualcuno più famoso di me ha evidenziato “Se bastasse una canzone”, lo so benissimo che non basta, tuttavia una voce durante la tempesta aiuta a non sentirsi soli.
Una lettura tecnica del prodotto prevede, all’interno di una ormai consolidata produzione homerecording di tipo spartana e autarchica, un passo avanti per la registrazione e la finalizzazione. Mimmo Parisi, un po’ per convinzione e un po’ per situazione, non si è fatto mai prendere dal trip della registrazione: si fa quel che si può e non si sta ad aspettare che arrivi il sound engineer di Madonna che ti faccia un suono della madonna! Parisi, sulla scia di Gaber e Leporini, pensa che bisogna dire, ammesso che si abbia da dire, e non che bisogna mostrare (che cosa poi?).
Ce La Possiamo Fare promette delle chitarre gustose e le mantiene. Niente indici che scivolano sull’unica corda che si riesce a beccare per fare l’assolo (quest’ultimo, vale la pena segnalarlo, pur rimandando ai vari Satriani, Vai and C., risulta misurato pur facendo affidamento sulla tecnica). Lo stile The Edge tonica/quinta/sui cantini è carino, ma dovrebbe, ormai, essere fuori catalogo. La voce di Parisi galleggia egregiamente sulle note medio alte. Questo è un retaggio ovviamente da rock singer che, proprio per questo, fa di Mimmo Parisi un cantautore outsider. La parte testuale di Ce La Possiamo Fare tocca descrizioni quasi, in alcuni passaggi, da pop art alla Warhol: la citazione di frighi americani, Snoopy, Charlie Brown e Ferrari non dovrebbe lasciar adito a dubbi. Nel testo non manca lo sguardo che indaga l’ineffabile servendosi della quotidianità: A volte guardo la luna su/E penso in fondo che/Nessuno manda bollette per la luce che da”.
Valutazione: 9

(Comunicato sTAMpa & sTAMpa WEB)

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