giovedì 23 luglio 2015

Il Boss è in giro


 

Si chiamava Greetings from Asbury Park N.J. ed era uno dei primi lavori di un songwriter che sarebbe diventato planetariamente famoso. Asbury Park è il luogo che ha dato i natali a un grande songwriter americano,Bruce Springsteen. Infatti, come da apertura dell'articolo, uno dei primi dischi di Bruce è stato dedicato alla sua terra natia. Sul palco del Wonder Bar, si stavano esibendo Joe Grushecky and The Houserockers, band che Springsteen ha già incrociato in passato e con la quale ha collaborato. Comunque il Boss senza alcun complimento ha imbracciato la chitarra Telecaster e si è prodotto, accompagnato dai musicisti anch’essi colti di sorpresa, nella splendida canzone Never Be Time Enough. A questa sono seguiti altri motivi della portata di Adam Raised a Cain, Atlantic City, Because the Night, Code of Silente. Roba da non crederci.
E’ esperienza di molti osservare e incappare in situazioni para disperate: l’ultimo biglietto per il concerto ufficiale di Bruce Springsteen è stato acquistato già giorni prima, che fare? Niente, si rinuncia. In quest’occasione, invece, è bastato andare a fare due passi al bar giusto e, insieme alla birra e alla moneta di resto, si è scorto un tizio che canta e ti par di conoscere. Magari qualcuno avrà pensato a uno bravo che fa cover. Cover fatte bene, ma cover. E invece no, eccolo lì il cantante con la sua aria da operaio che ha appena smesso il turno e urla al microfono il suo dissenso verso qualcosa o qualcuno. Perché ci sono sempre qualcosa e qualcuno che non vanno. “E’ proprio lui!”, alla fine hanno concluso i fortunati. La piccola folla di astanti, presi tra un sorso di birra e un dubbio sul Boss, in men che non si dica si è allargata in maniera importante. Tanto che si è accalcata fuori invidiando le giraffe: una sequenza di cartilagini cervicali di quella portata sarebbe risultata utile per dare una sbirciatina all’interno del ‘bar della meraviglia’. Ma, come insegnano quelli che si contentano, la dove non arriva la vista, soccorre l’udito: la voce di Bruce passa e si propaga per la strada.
Chi ha voglia di vivere l’esperienza fatta da quei favoriti dalla sorte di Asbury Park, può navigare sulla rete e cercare un frammento dello show – quello in cui canta Darkness On The Edge Of Town –  su YouTube: non sarà come essere stato nella terra di Springsteen ma, anche se in differita, il divertimento e l’entusiasmo sono assicurati.

Diego Romero, rock journalist

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