mercoledì 8 febbraio 2017

Fabrizio De Andrè, il film

Risultati immagini per de andrè

Molti vogliono fare le comparse o piccole parti nel prossimo film che verrà girato a Genova sulla vita di Fabrizio De Andrè


Villa Bombrin nel ponente genovese è stata presa d'assalto da centinaia di persone di ogni età che da ore attendono il proprio turno: dentro i provini per avere un ruolo nel cast del film che racconterà la vita di Fabrizio De André. All'annuncio della Bibi Film Tv e del regista Luca Facchini, c'è tempo fino a domani, hanno risposto almeno in 300. La produzione cerca comparse dai 20 ai 60 anni da inserire nei diversi ruoli: pescatori, caricatori di porto, ragazze e ragazzi dell’alta borghesia, contadini, musicisti, "belle di notte" e "abitanti dei caruggi".
Da un precedente articolo di Laura Corsi per Rainews.it
"Qui voglio vivere, diventare vecchio". Parlava così il cantautore genovese, Fabrizio De André, de L’Agnata, la tenuta in Sardegna che aveva acquistato nel 1976 e dove si era stabilito, due anni dopo, con la compagna Dori Ghezzi (diventata poi sua moglie), la loro figlia, Luisa Vittoria (detta Luvi), e Cristiano, il primogenito dell'artista, nato dal precedente matrimonio. Avviare quell’azienda agricola era stata per lui una scommessa, ma anche la realizzazione di un sogno: De André aveva infatti trascorso parte della sua infanzia – gli anni della guerra - alla Cascina dell’Orto di Revignano D’Asti per poi tornare a Genova al termine del conflitto. Ma la campagna era rimasta nel suo cuore tanto da ripromettersi di tornarci a vivere un giorno. E così fece. La vita agreste in Sardegna però non lo separò mai dalla sua chitarra, pronta ad allietare i momenti di festa e a trasformare la sua ispirazione in musica. Proprio dagli incontri e dalle esperienze fatte in quel luogo, infatti, sono nate alcune delle sue canzoni.
Il sequestro
Alla Sardegna è però legata anche una pagina buia della vita del cantautore. La sera del 27 agosto 1979, De André e Dori Ghezzi furono sequestrati dall’Anonima Sarda per poi essere liberati dopo quattro mesi, dietro pagamento di un riscatto. Quell’esperienza - raccontata nella canzone Hotel Supramonte - non cambiò tuttavia l’amore di De André per la Sardegna che tornò a vivere a L’Agnata.
L'omaggio a De André
E proprio a L’Agnata la musica di De André ha continuato a risuonare anche dopo la morte dell’artista (l’11 gennaio 1999) grazie all'omaggio di alcuni suoi colleghi che hanno dato vita – sul prato della tenuta – a concerti unplugged interpretando i brani più famosi del cantautore. Tra loro Ornella Vanoni, Morgan, Paolo Fresu, Danilo Rea, Lella Costa, fino a Cristiano De André e Dori Ghezzi. Ed è proprio con le loro esibizioni a L’Agnata, in un clima di festa ma anche di nostalgia, che si chiude la prima parte del film in arrivo al cinema.
L'ultimo concerto
Interamente dedicata alla musica è invece la seconda parte del film con "L'ultimo concerto di Fabrizio De André". Si tratta di una selezione di brani estratti dal concerto tenuto dal cantautore al Teatro Brancaccio di Roma il 13 e il 14 febbraio 1998, 11 mesi prima della sua scomparsa e 23 anni dopo il "sofferto" debutto sul palco, nel 1975. "Sofferto" perché De André aveva declinato più volte l'invito per la paura di esibirsi in pubblico. Quell’esordio fu seguito dalla prima tournée dell'artista. Nella sua carriera ce ne furono altre 11, compresa l'ultima, quella dell'estate del 1998, interrotta anticipatamente, dopo la scoperta del tumore che lo avrebbe portato alla morte.
I successi sul grande schermo
L'esibizione al Teatro Brancaccio, che ora viene riproposta nelle sale cinematografiche in versione restaurata e rimasterizzata, vede sul palco anche i figli di De André: Cristiano e Luvi. L'artista interpreta successi quali Crêuza de mä, Dolcenera, Anime salve, Il testamento di Tito, Via del Campo, Il Pescatore. Successi che rivivono sul grande schermo per emozionare chi lo ha amato e lo ama ancora oggi, e chi vuole conoscere meglio quello che la scrittrice Fernanda Pivano ha definito "il più grande poeta che l'Italia ha avuto negli ultimi 50 anni".

Nessun commento:

Posta un commento